Banche

La mia banca è sicura?

Analizziamo alcuni dei parametri per capire se una banca è sicura

I recenti “fallimenti”:

Le sventurate vicende della Monte Paschi di Siena e degli istituti Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza che spinsero il Governo ad effettuare i salvataggi di €5,4 MLD per MPS e €4,7 MLD per le banche venete -Per evitare il bail-in ovvero la possibilità di risanarsi attingendo a risorse interne (azioni, obbligazioni e depositi oltre €100.000)- hanno fatto venir a galla la paura di veder in fumo i risparmi di una vita.

Così come prima di andare in un ristorante ci informiamo sui costi, recensioni… anche con le banche possiamo prendere in esame alcune “cosucce” prima di affidargli i nostri risparmi.

Cosa può mettere in difficoltà una banca:
  • eccesso di sofferenze bancarie: si tratta dei famosi NPL, ovvero crediti deteriorati, quella parte di prestiti che le banche hanno concesso ma che non sono più incassabili (in tutto o in parte);
  • perdite su operazioni finanziarie: investimenti sbagliati frutto non solo di incompetenza ma a volte portate avanti per interessi personali;
  • corsa agli sportelli: come quella verificatasi a Cipro dopo l’annuncio del prelievo sui conti bancari dei cittadini in seguito all’accordo sugli aiuti concessi dall’Eurozona. Nessuna banca potrebbe restituire tutti i soldi dei correntisti se venissero chiesti tutti insieme.

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Il parametro CET1:

E’ il più importante parametro individuato dalla BCE (organo di vigilanza), usato per gli Stress Test (EBA), si può trovare nel bilancio e nelle relazioni periodiche. Andiamo a vedere velocemente cos’è e come si calcola:

  • CET1: è il rapporto fra il capitale che può essere utilizzato senza vincoli per la copertura dei rischi o delle perdite del momento e le attività della banca, tenendo conto del rischio degli investimenti (con particolare attenzione a quelli che hanno generato crediti deteriorati). Questo parametro è espresso in percentuale (%), più alto è e più è sicura la banca. Per le regole della BCE, deve essere almeno pari all’5% (altrimenti scatta un “commissariamento”).

In base agli ultimi dati trimestrali del 2018 ecco la classifica delle principali banche 🇮🇹 per CET1 (from money.it):

Fineco Bank: 20,46%MPS: 12,8%
Mediolanum: 20,2%Farmafactoring: 12,2%
Banca Generali: 18,0%UniCredit: 12,11%
Creval: 16,8%Banco Desio: 11,6%
Fideuram: 15,5%Pop Sondrio: 11.59%
BPER: 14,7%UBI Banca: 11,42%
Mediobanca: 14,2%Banca Sella: 11,49%
Ing group: 14,0%Banca Sistema: 11,1%
Intesa Sanpaolo: 13,7%Carige: 10,8%
Banco BPM: 13,2%Banca Ifis: 10,67%
Credem: 13,1%

L’infografica stilata dall’Università Bocconi nel 2017

Precauzioni da tenere

  • non tenere più di 100.000 euro liquidi sul conto corrente;
  • diversificare aprendo più conti correnti in diverse banche;
  • potenziare la cultura finanziaria, in modo da non farsi trovare impreparati nel momento della sottoscrizione di un investimento (l’Italia è uno dei paesi UE più “indietro” in materia).
Altro da tenere d’occhio
  • andamento del titolo (se la banca è quotata in Borsa): la quotazione è un elemento in più in presenza di indicatori poco realistici;
  • valutazione delle agenzie di rating. Le più famose, Standard and Poor’s, Moody’s, Fitch Ratings sono criticate ma vale la pena tenerle in considerazione.

Approfondimenti

Alcuni link utili per chi vuol approfondire meglio alcuni punti:

  1. Documento agenzia Moody’s valutazione rating banche italiane
  2. Altri indicatori solidità banche con esplicitazione formule matematiche
  3. Documentazione dell’EBA (Autorità Bancaria Europea) degli ultimi Stress Test